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  • Curiosità tech #1

    Tutti i prodotti sviluppati, provati e poi chiusi di Microsoft. Utile per sapere se investire o meno nell’acquisto di un prodotto di cui si sa già l’eliminazione a breve.

    Tutti i prodotti sviluppati, provati e poi chiusi di Google. Utile per sapere se investire o meno nell’acquisto di un prodotto di cui si sa già l’eliminazione a breve.

  • Ripristinare il menu contestuale “classico” in Windows 11

    Hai nostalgia del vecchio menu contestuale di Windows dove non dovevi fare nessun ulteriore clic per vedere tutte le voci? Ecco come puoi ripristinarlo.

    La procedura che segue modifica il registro di Windows, quindi prima di proseguire è bene farne un backup.

    Dal menu Start cerca “Crea un punto di ripristino”, quando si apre la finestra “Proprietà del sistema”, nella scheda “Protezione sistema” fai clic sul pulsante “Crea”, dai un nome al punto di ripristino (ad esempio “Prima del ripristino del menu contestuale classico”) e attendi che il punto di ripristino sia creato.

    Ora puoi procedere in due modi, in entrambi i casi al termine dovrai riavviare il computer oppure uscire e rientrare in Windows col tuo utente.

    Crea un file con estensione .reg (ad esempio MenuContestualeClassico.reg) con questo contenuto ed eseguilo:

    Windows Registry Editor Version 5.00
    
    [HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\CLSID\{86ca1aa0-34aa-4e8b-a509-50c905bae2a2}\InprocServer32]
    @=""

    Oppure

    Apri il menu Start e cerca “Editor del Registro di Sistema”:

    Quando si è aperto, vai alla cartella:

    HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\CLSID\

    Crea una nuova chiave con nome:

    {86ca1aa0-34aa-4e8b-a509-50c905bae2a2}

    Il nome deve comprendere anche le parentesi graffe.

    Al suo interno crea una nuova chiave con nome:

    InprocServer32

    Imposta il suo valore a vuoto (apri la chiave e fai clic su OK).

    Riavvia il computer (oppure disconnetti e riconnetti il tuo utente da Windows).

    Se vuoi ritornare al menu nuovo elimina manualmente la chiave InprocServer32 dal registro di sistema di Windows oppure crea un file con estensione .reg (ad esempio TogliMenuContestualeClassico.reg) con questo contenuto ed eseguilo:

    Windows Registry Editor Version 5.00
    
    [-HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\CLSID\{86ca1aa0-34aa-4e8b-a509-50c905bae2a2}\InprocServer32]
    @=""

    Riavvia il computer (oppure esci e rientra in Windows col tuo utente).

  • Backup e dischi esterni

    Come abbiamo visto in precedenza i dischi esterni sono tra i supporti più comuni come destinazioni dei backup. Ecco alcune informazioni rapide per poterli scegliere in autonomia in base alla caratteristica che si vuole privilegiare.

    CAPACITÀ

    in rapporto al prezzo, dal più conveniente a quello meno:

    • HDD
    • SSD SATA
    • SSD NVMe

    TRASPORTABILITÀ

    dal più trasportabile a quello meno:

    • SSD NVMe
    • SSD SATA
    • HDD

    Considero gli SSD SATA da 2,5″ più trasportabili degli HHD da 2,5″ perché sono meno soggetti a danni in caso di urto o caduta.

    COSTO

    dal più economico a quello meno:

    • HDD
    • SSD SATA
    • SSD NVMe

    VELOCITÀ

    dal più veloce a quello meno:

    • SSD NVMe
    • SSD SATA
    • HDD 3,5″
    • HDD 2,5″

    La velocità dipende dalla versione USB del disco e del dispositivo al quale sarà collegato il disco. Assicurati di comprare la versione più recente compatibilmente con la spesa che puoi affrontare. Indicativamente oggigiorno dovresti comprate dischi e dispositivi che supportano USB 3.1 o 3.2 (10 Gbit/s e 20 Gbit/s).

    CONNETTORE

    Non trascurare il tipo di connettore USB adatto alle porte in dotazione al tuo computer.

    CORRENTE

    I dischi SSD consumano meno energia dei dischi magnetici (HDD).

    Per i dischi da 2,5″ verifica che la porta USB alla quale collegherai il disco fornisce sufficiente corrente, NON usare prolunghe, privilegia piuttosto gli HUB USB alimentati. Mentre se scegli un HDD da 3,5″ ricordati che avrà un suo alimentatore a parte.

    DURATA

    Oggigiorno i dischi possono essere riscritti un numero molto elevato di volte. I produttori esprimono in TBW (Terabytes Written o Total Bytes Written) questo dato.

    In ambito domestico si stima in 5-10 anni la durata di un disco SSD. Però se intendi mettere un disco SSD in un cassetto ricordati ogni tanto (annualmente) di collegarlo al computer acceso per permettergli di effettuare il refresh della carica delle celle.

    Anche i dischi magnetici sono soggetti a decadimento, ma da questo punto di vista durano più degli SSD.

    Se vuoi analizzare un disco che hai lasciato in un cassetto da qualche anno in Windows puoi lanciare il comando chkdsk.

    Puoi anche usare dei programmi di terze parti che non richiedono l’uso della riga di comando e che ti mostrano i dati S.M.A.R.T. (Self Monitoring Analysis and Reporting Technology) dei dischi come il popolare CrystalDisk Info.

    NB: se un disco HDD emette dei clic sospetti, soprattutto se ciclici, copia subito tutto il suo contenuto in un altro disco oppure spegnilo e rivolgi a un negozio di assistenza: la testina di lettura sta incontrando dei problemi meccanici che non vanno sottovalutati.

    CONSERVAZIONE

    Ricorda di tenere i dischi a temperatura ambiente e di evitare loro l’accumulo di polvere. Il caldo eccessivo (o il freddo) e la polvere sono nemici delle apparecchiature elettroniche.

    ESEMPI

    Esempi di dischi acquistabili:

    • SSD Samsung T7 1TB USB 3.2 Gen 2
    • NVMe Sandisk Extreme 2TB USB 3.2 Gen 2
    • HDD Toshiba Canvio Basics 4TB USB 3.2 Gen 1
    • HDD WD Elements Portable 5TB USB 3.0